“Capire cos’è l’arte è una preoccupazione dell’adulto, capire come si fa a farla è, invece, un interesse autentico del bambino

Alberto Munari

Il progetto nasce dal desiderio di educare sin da piccoli all’arte, effettuando un percorso che porti all’arricchimento e alla crescita personale, traendo emozioni e sensazioni.
I bambini davanti ad un’opera d’arte sono attratti da particolari e dettagli che colpiscono il loro immaginario e stimolano la loro creatività, fino a riprodurla con originalità. Ecco che l’arte diventa: istinto, pura emozione, consapevolezza, un contenitore inesauribile di storie e suggestioni e i bambini imparano ad «arteggiare – comunicare – emozionare» con un linguaggio.

Disegno e pittura:

Tutto ciò che può lasciare traccia di sé, a partire dal semplice tratto grafico fino ad arrivare alla pittura, è vissuto dal bambino come modalità espressiva alternativa al linguaggio, soprattutto per veicolare emozioni e vissuti a cui non è ancora in grado di dare un nome preciso.

Nel corso dell’anno e a seconda della fascia d’età i bambini potranno sperimentare un’ampia gamma di possibilità espressive grafiche e pittoriche.

  • Sperimentare gli strumenti: verranno forniti ai bambini adeguati strumenti che potranno vivere come prolungamenti del proprio corpo (matite, pastelli a cera, colori, pennarelli, gessi, etc., così come supporti per la pittura quali pennelli, spazzolini, spatole, spugne, oggetti naturali, timbri, cibi, etc.) per ottenere il segno.
  • Sperimentare i supporti: altrettanto importante è consentire ai bambini di modificare il supporto su cui viene lasciata la traccia grafico-pittorica, passando dalla carta semplice al cartone, alla stoffa, a altri materiali come legno o polistirolo, da una base bianca ad una colorata, da superfici lisce a superfici ruvide, ondulate, zigrinate, da supporti quadrati o rettangolari a supporti di forme e dimensioni completamente diverse.
  • Sperimentare la posizione dei supporti: altrettanta differenza di risultato si ottiene disegnando o dipingendo stando seduti al tavolo, stando in piedi vicino al tavolo,appendendo il supporto ad una parete o appoggiandolo a terra.
  • Sperimentare il colore: il colore può essere ottenuto non solo attraverso strumenti tradizionali, ma anche per esempio utilizzando sostanze naturali come cibi o stoffe imbevute in acqua; oppure mescolando fra loro colori differenti per ottenerne di nuovi.
  • Sperimentare l’abbinamento fra arti grafico-pittoriche e altre arti: una prospettiva multimediale, in cui per es. la musica nei suoi generi più svariati (dalla classica al jazz, dal rock al melodico) potrà fare da sottofondo alla produzione pittorica; oppure il racconto potrà essere il motore ispiratore di disegni; o ancora la drammatizzazione di emozioni potrà concludersi con una rielaborazione grafico-pittorica del vissuto emotivo.

L’idea di proporre giornalmente ai bimbi del nostro nido un laboratorio grafico e manipolativo nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui il bambino possa liberamente esprimersi ed inventare attraverso forme comunicative che gli sono congeniali. Partendo dalle manipolazioni e dallo scarabocchio, fino alle prime rappresentazioni grafiche, si assiste all’evoluzione del bambino e alle progressive conquiste alla crescita.

Il percorso delle attività terrà conto della maturazione “percettivo motoria” visiva e manipolativa, nonché dello sviluppo del bambino le cui potenzialità, se stimolate da un ambiente ricco e vario, trovano profonde possibilità di sviluppo nell’ambito dell’attività grafico-espressiva.

  • Scultura:

Proporremo ai bambini un percorso che ha come filo conduttore l’esplorazione della materia, delle sue caratteristiche, possibilità, malleabilità, potenzialità costruttive e/o distruttive, piuttosto che la realizzazione di oggetti. Abbiamo visto infatti come l’elemento creativo risieda per il bambino non tanto nel manufatto quanto nel percorso intrapreso per realizzarlo.

Anche in questo caso abbiamo previsto per i bambini un percorso di esplorazione di materiali, strumenti e tecniche scultorei:

  • Sperimentare i materiali plasmabili: i bambini potranno utilizzare materiali plasmabili di tutti i tipi, come impasti di farine o altri ingredienti “culinari” ed acqua, pasta di sale, sabbia e acqua, plastilina, DAS, pongo, creta, argilla, cartapesta, resina, gomma, cera, tessuti imbevuti, carte di pane, di plastica e di alluminio, etc., saggiandone le caratteristiche (colore, duro/molle, ruvido/liscio, etc.)
  • Sperimentare gli strumenti: la materia grezza può essere intaccata e modellata non solo a mani nude ma anche con il supporto di strumenti, e ogni volta varierà il risultato: coltelli,forbici, punteruoli, formine, presse, strumenti per forare, lisciare, schiacciare, etc.
  • Sperimentare il passaggio dalla manipolazione alla creazione: nonostante la prevalenza della fase conoscitiva e manipolativa della materia, sarà importante mostrare ai bambini anche la possibilità della finalizzazione di questa manipolazione alla costruzione di un oggetto.
  • Sperimentare il passaggio dalla creazione alla decostruzione: se il passaggio costruttivo è importante lo è anche quello de-costruttivo. In determinate circostanze, una volta realizzato l’oggetto, sarà possibile anche distruggerlo per ritornare alla materia grezza.
  • Sperimentare la trasformazione della materia grezza: come il vasaio che vede materializzarsi il vaso sul torchio, anche i bambini devono vedere come la materia si può trasformare. Se un impasto è duro aggiungendo acqua lo rendiamo morbido, se la cera è solida attraverso il fuoco la sciogliamo, etc. Sono tutti esperimenti preziosi per approfondire la conoscenza delle possibilità di trasformazione creativa delle materie prime.
  • Sperimentare particolari tecniche scultoree: in particolare, l’assemblage (collage tridimensionale), i papier collé (una sorta di bassorilievi realizzati con carta incollata, soprattutto usati dai cubisti Braque e Picasso), l’Arte Povera.
  • Esperienze d’arte in filo:

Abbiamo pensato ad un laboratorio che preveda il filo come metafora!

I fili raccontano in molti modi: la vita assomiglia a un filo, il filo si svolge come una storia, il filo dei ricordi, le emozioni corrono su un filo, il filo annoda relazioni, il filo crea tessuti.

Partendo dal mito del Minotauro e del filo di Arianna, i bambini scoprono il filo. Immersi in un universo di fili di ogni tipo, bianchi, neri, colorati, larghi, stretti, spessi, sottili, lunghi, corti…

Cordini, spaghi, lane, passamanerie, nastri, i bimbi saggiano con tutti i sensi questo materiale così semplice e destrutturato che proprio per questo si presta ad infinite possibilità creative.

Allora, i fili diventano strumento di gioco per attività motorie: con essi si costruiscono trappole, labirinti, recinti, passaggi, ostacoli…Diventano oggetti danzanti nelle mani dei bambini che li fanno volteggiare e disegnano nell’aria forme fantasiose.

I fili diventano opere d’arte: ogni bambino sceglie i fili e i materiali che gli “corrispondono”, ai quali è legato da sensazioni, emozioni, ricordi, esperienze personali; inventa e crea, secondo il “proprio” stile, i “propri” oggetti d’arte.

In autunno i fili “legano” i materiali dell’autunno (foglie, ghiande, legnetti, bacche, pigne, castagne, ricci…) e si trasformano in un pendente e fluttuante bosco incantato;

In inverno, strisce, corde, fasce, nastri, rigorosamente bianchi, si corredano di “candidi oggetti” e divengono un’originale nevicata; fili di lana incontrano il Natale e si intrecciano multicolori e s’avvolgono in morbidi pompon per un tenero abete.

Ancora, i fili suggeriscono immagini e creano “quadri”. Fili colorati immergono la scuola in un clima carnevalesco trasformandosi in originali maschere, addobbi e “grovigli di colore”.

I fili ancora disegnano pro-fili e definiscono sagome.

Infine, il fil di ferro consente interventi di tipo plastico, permette di variare le forme, imprimere movimento, creare sculture. Piccoli oggetti, una conchiglia, una perla traslucida, un bullone, una macchinina, un bottone, un sasso, un tappo, “frammenti di quotidiano” di cui i bambini amano riempirsi le tasche e le mani, animano fili di metallo. Questi, “agganciati” ad una rete sospesa in aria, s’intrecciano e s’avvolgono, creando un’unica grande opera d’arte: un mondo bambino in equilibrio fra fantasia e realtà.

  • La fotografia:

Scriveva il fotografo Neil Leifer: “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha”.

Mettere in mano ad un bambino una macchina fotografica significa consentirgli di inquadrare la realtà dal suo punto di vista, assolutamente unico ed originale. Attraverso l’obiettivo il bambino avrà una visione del mondo a settori, che gli permetterà di soffermarsi sulla conoscenza degli oggetti e delle loro caratteristiche, ma iniziando ad entrare in una relazione mediata con l’esterno.

Si tratta di una modalità di relazione con il mondo più evoluta rispetto a quella tipica dei primissimi anni (in cui la conoscenza passa quasi sempre attraverso un contatto fisico con gli oggetti).

Proporremo diversi laboratori:

  • “Facciamo volare i ricordi”: all’interno del percorso didattico verrà introdotto il concetto di tempo e di ricordo e di come sia importante e divertente stampare e conservare le nostre fotografie più belle. Tra le finalità didattiche del laboratorio possiamo individuare lo sviluppo della manualità finalizzata alla realizzazione di un progetto creativo, la comprensione del concetto del tempo che passa e la capacità della fotografia di registrare momenti vissuti.
  • “resta di stucco…c’è il fototrucco”: all’interno del laboratorio i bimbi troveranno tanti oggetti diversi per “travestirsi”..occhiali,finti baffi,fiocchi,parrucche ….Successivamente  verrà allestito un piccolo set fotografico dove i bambini si alterneranno nella seduta di scatto fotografico come “fotografi” e come “modelli” per i loro piccoli colleghi di laboratorio.

Fra le finalità didattiche del laboratorio possiamo individuare l’educazione alla qualità della luce, l’arte dell’inquadratura, la sperimentazione dell’uso della macchina fotografica, migliorare le capacità di collaborazione, di comprensione delle singole individualità, nel rispetto dei vincoli e delle regole dello scatto.