Nati per Leggere, il programma nazionale promosso da bibliotecari e pediatri tramite l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino, promuove una precoce familiarizzazione da parte dei bambini con i libri e la lettura.

La lettura condivisa di un libro adeguato alle abilità del bambino porta con sé significative valenze dal punto di vista cognitivo, psicologico e relazionale, con benefici che si protraggono nel tempo così come numerosi studi hanno messo in luce.

Il progetto si adopera per creare le condizioni affinché i bambini sviluppino gradualmente le competenze e i comportamenti che precedono e faciliteranno il successivo apprendimento della lettura e della scrittura in età scolare.

Nella sua azione, diretta ai bambini in età prescolare, Nati per Leggere intende coinvolgere i genitori in quella che si auspica possa diventare una consuetudine familiare: trascorrere del tempo insieme leggendo,sfogliando e commentando le immagini di un libro che piaccia e agganci l’interesse sia del bambino sia dell’adulto.

L’assunto di Nati per Leggere è che ciascuno di noi, bibliotecario, educatore, pediatra, genitore, può fare molto, semplicemente praticando la lettura ad alta voce. Infatti la lettura ad alta voce, se praticata con continuità e nei modi adeguati alle tappe evolutive del bambino, è in grado di influenzare numerosi aspetti: lo sviluppo delle competenze fonologiche, l’accrescimento del vocabolario, l’acquisizione delle competenze essenziali al successivo apprendimento autonomo della lettura e della scrittura, e infine la relazione dei genitori con il bambino e le competenze genitoriali.

Ma di cosa hanno davvero bisogno i bambini rispetto ai libri e alla lettura? Hanno bisogno di essere coccolati attraverso la lettura, che si rispettino i loro tempi, che i libri e la lettura siano sempre esperienze reciprocamente piacevoli (per il bambino e per l’adulto), che si creino dei rituali che introducono e accompagnano i libri e la lettura e, in ogni caso, c’è bisogno di libri belli che piacciano sia ai bambini sia agli adulti che scelgono di condividerli con loro.

L’incontro con i libri e la lettura è infatti un incontro che contiene in sé molteplici possibilità di sviluppo e crescita, che si declinano lungo competenze differenti.

Esso consente in primo luogo di misurarsi con le proprie competenze motorie e percettive: si tratta cioè di un rapporto corpo a corpo, che passa per la bocca, le mani, gli occhi, la fisicità intera dei bambini, consentendo esplorazioni plurime di un oggetto che parla in primo luogo attraverso la sua materialità, le sue pagine di materiali differenti e le possibilità sensoriali che offrono, in un incontro che è innanzitutto incorporato.

I libri e la lettura sostengono poi la dimensione relazionale in una duplice direzione: della relazione che si crea con i libri stessi, alcuni dei quali diventano compagni speciali, insostituibili, quasi oggetti transizionali a cui fare riferimento nei momenti di bisogno o di novità; ma anche delle relazioni che si creano attraverso i libri, veri e propri mediatori nell’incontro con l’altro, grande o piccolo, a cui permettono di avvicinarsi con discrezione,ciascuno con i propri tempi e modi, ma a cui possono unire favorendo un background comune di storie e di modi per stare insieme.

Permettono inoltre di arricchire le proprie competenze immaginative: come ci hanno indicato da tempo in molti, da Munari e Rodari che di libri e bambini tanto si sono occupati, la creatività ha bisogno di essere nutrita, perché chi sa poco può dar luogo a poche connessioni.

Leggere invece aggiunge parole, rappresentazioni, informazioni e racconti alla nostra conoscenza, offrendo possibilità numerose per metterle poi in dialogo e creare nuovi collegamenti, quelli che concorrono alla nostra creatività e quindi al nostro sapere.

Infine, libri e lettura ampliano considerevolmente le competenze cognitive dei bambini, con particolare riferimento all’apprendimento della lettura e della scrittura,poiché permettono di incontrare segni iconici e segni visivi verbali a cui attribuire significati, avviando e sostenendo il complesso processo di elaborazione e interpretazione di un testo attraverso le relazioni tra quanto rappresentato su una pagina e le proprie pre-conoscenze, oltre che tra immagini e segni secondo processi talora divergenti che allenano il pensiero narrativo, fino alla formulazione di ipotesi sempre più precise sul contenuto. Inoltre, diversi lavori mostrano come un bambino che incontrai libri precocemente e costantemente sulla sua strada, soprattutto attraverso la mediazione di un adulto non intrusivo che lo accompagnerà nella scoperta come ad esempio avviene con la proposta della lettura ad alta voce promossa da Nati per Leggere, può apprendere “spontaneamente” a leggere o, meglio, beneficia di importanti prerequisiti che lo sosterranno successivamente.

Nella nostra scuola abbiamo creato una nostra piccola “biblioteca” e miriamo a promuovere il “PRESTITO”del libro. Abbiamo scelto il venerdì come giorno della settimana in cui il bambino potrà scegliere liberamente un libro che potrà portare a casa, coinvolgendo così anche la famiglia in questo progetto. Il bambino verrà così responsabilizzato in quanto dovrà averne cura e restituirlo integro dopo un tempo definito,e contemporaneamente rafforziamo il nostro progetto di continuità scuola famiglia, usando come ritualità il libro e la lettura ad alta voce.