Partiamo dall’inizio…ma proprio dall’inizio…un bimbo appena nato!

La MUSIC LEARNING THEORY di E.Gordon (ricercatore e autore, studioso della pedagogia della musica nella prima infanzia) ci dice che le basi per l’apprendimento musicale sono dentro ognuno di noi dalla nascita al pari di quelle per l’apprendimento del linguaggio.

Ogni neonato ha dentro di sé la capacità di “audiation” (termine coniato dal Prof. Edwin E.Gordon) ovvero l’insieme dei processi che, coinvolgendo mente e corpo, permettono la comprensione della musica e l’acquisizione delle competenze musicali.

Da queste riflessioni parte una concezione tutta nuova dell’apprendimento musicale che lo colloca ai primissimi anni di vita e in cui l’educatore si pone come “guida informale “che accompagna…o sarebbe meglio dire segue e sostiene il bambino in un processo, in un percorso creativo di scoperta del suono e di sé.

“Se vogliamo che un bambino impari a cantare, prima di tutto cantiamo per lui”

Delalande, psicologo e pedagogista musicale

Delalande sintetizza in modo piuttosto efficace il “perché” e il “come” portare un progetto di educazione musicale al nido: il primo strumento siamo noi, il nostro corpo, la nostra voce.

L’educazione musicale non parte dall’esterno, da un oggetto consegnato in mano a un bambino perché “lo suoni”: l’educazione musicale trova la sua origine all’interno, suscita qualcosa che è proprio di ogni essere umano, e quindi di ogni bambino.

Il progetto sonoro parte dall’offrire una esperienza acustica al bambino, che sarà inevitabilmente associata ad una esperienza fisica, tattile e motoria.

Il gioco corporeo sarà fondamentale soprattutto con i bimbi più piccoli, magari non ancora in grado di produrre un gesto o un vocalizzo specifico: il corpo sarà allora il canale privilegiato di comunicazione musicale.

Utilizzando carezze e dondolii, insieme a gesti semplici e vicini ai bambini come il battere le mani e il gioco del cucù, la musica passa direttamente attraverso il corpo, e dal corpo può essere nuovamente espressa.

Anche con i bimbi più grandi si lavora con il corpo e in particolare con il corpo in movimento: nei giochi motori, che assumono l’aspetto di vere e proprie danze, si inseriscono attività sui contrasti piano/forte, lento/veloce, e si lavora sul movimento e sulla staticità, sulla capacita di controllare il proprio movimento e di farlo rispondere e corrispondere a dei limiti, a delle regole, date da una melodia, da una musica che lasciamo entrare dentro di noi.

I laboratori di musica saranno tenuti una volta a settimana da una insegnante dell’Aigam, unica organizzazione ufficialmente autorizzata ad insegnare la Music Learning Theory di E.Gordon.

Le nostre canzoncine mimate

“Il segreto del canto
risiede tra la vibrazione
della voce di chi canta
e il battito del cuore di chi ascolta”
(K.Gibran)

Le giornate ai nostri nidi sono scandite dalle nostre canzoncine mimate, che proponiamo sia come attività autonome, sia nelle transizioni tra momenti diversi.

Esse hanno un alto valore educativo, connesso all’incremento del vocabolario e alla comprensione e produzione di azioni e parole.

Le canzoncine mimate infatti contribuiscono a sviluppare:

  • la capacità di memoria,tramite le ripetizioni e le rime
  • il ritmo del linguaggio
  • le attività motorie (fini e globali): la parola e il gesto delle educatrici possono essere facilmente imitate dai bambini
  • la capacità di prestare attenzione
  • lo sviluppo di concetti quali sequenza e ordine

Canzoncine che celebrano il Natale, la primavera, che accompagnano e scandiscono le varie attività, che raccontano storie di ragni e tartarughe, di anatroccoli e pesciolini, che elencano le parti del corpo, i mesi dell’anno.

La canzone al nido, così come in altri contesti di relazione e di cura, è veicolo di relazione, è un “oggetto mediatore” che sta fra educatrice e bambino, fra bambino e bambino, favorendo e permettendo l’incontro con l’altro.

I bimbi, anche piccolissimi, riconoscono le canzoni, per loro è “materiale” affettivamente rassicurante, condiviso all’interno del nido, rappresentativo di un mondo in cui riconoscersi, che rimanda a relazioni significative, insegnamenti e regole ben precise.

Ecco allora che le numerose canzoncine vanno a costituire un repertorio comune, un repertorio sonoro condiviso dagli abitanti del nido!!